Una novità da capire, prima di chiamarla la fine di Adobe
La notizia circola come “la copia gratuita di Adobe”. Il nome corretto è ArtCraft, e il progetto distingue lo studio ArtCraft per immagini e video dalle Crafting Apps: programmi separati che riprendono categorie e convenzioni degli strumenti creativi conosciuti. Al 14 ottobre 2026 il catalogo ufficiale elenca tredici app native, gratuite e open source. Non sono prodotti Adobe e chiamarle copie perfette sarebbe fuorviante.
Il punto interessante è la velocità con cui un gruppo di strumenti complessi è apparso e il fatto che il codice sia consultabile. L’intelligenza artificiale è stata usata nello sviluppo, secondo le ricostruzioni e le dichiarazioni dei creatori; questo, da solo, non dimostra né qualità né sicurezza. Quelle si misurano con file reali, test ripetibili e lavoro quotidiano.
Quali applicazioni ci sono
Le prime sette coprono le aree tradizionalmente associate alla suite creativa Adobe. PhotoCraft serve all’editing di immagini e documenti PSD; VectorCraft all’illustrazione vettoriale; FilmCraft al montaggio video; LightCraft alla libreria fotografica e allo sviluppo raw; PdfCraft ai PDF; EffectCraft alla motion graphics; DesignCraft all’impaginazione. Il catalogo comprende anche FigCraft per le interfacce, WordCraft per i testi, SoundCraft per l’audio, DeckCraft per le presentazioni, CADCraft per il disegno tecnico e GridCraft per i fogli di calcolo.
Le app sono progetti distinti. Il sito presenta un launcher che le installa e aggiorna, oltre ai download individuali. I creatori dichiarano applicazioni scritte in Rust per macOS, Windows e Linux; per molte sono previste anche versioni nel browser. “Installer pronto” e “prodotto maturo” però non sono sinonimi: lo stesso catalogo segnala PhotoCraft e PdfCraft come early alpha e molte altre come in development.
PhotoCraft mostra bene opportunità e limiti
Nel repository ufficiale PhotoCraft dichiara livelli, maschere, regolazioni, testo, forme vettoriali e apertura e salvataggio di file PSD. Riporta anche test di compatibilità su raccolte di PSD. Sono informazioni utili, ma i risultati sul corpus del progetto non garantiscono che ogni documento complesso di una scuola, un’agenzia o un cliente si apra e si salvi senza differenze.
La stessa documentazione degli sviluppatori è esplicita: PhotoCraft è in early alpha e non è ancora un sostituto di Photoshop per il lavoro professionale quotidiano. Mancano ancora profondità in alcuni flussi tipografici, strumenti, compatibilità con i plug-in e parte delle funzioni generative. Questo avviso pesa più di qualunque slogan sulla presunta parità al cento per cento.
Gratis, aperto e locale: perché interessa a scuole e professionisti
Una scuola può far confrontare agli studenti livelli, maschere, grafica vettoriale e montaggio senza legare ogni esercizio a una sola marca di software. Un professionista può valutare un flusso che funziona sui propri file e sul proprio computer. Il codice aperto permette inoltre di osservare come un’applicazione è progettata, contribuire e discutere bug in modo pubblico.
Non significa che la migrazione sia a costo zero. Formazione, formati di scambio, plug-in, prestazioni, accessibilità, aggiornamenti e supporto contano quanto il prezzo della licenza. E la dicitura “locale” va verificata per ogni funzione usata: in presenza di servizi AI o account, leggi le impostazioni e la documentazione prima di trattare immagini o documenti riservati.
Come provarla senza mettere a rischio un progetto
Il metodo migliore non è disdire subito un abbonamento: è scegliere un lavoro di prova non critico e confrontare risultato e tempi. Per una lezione bastano una fotografia con livelli, un semplice logo vettoriale e un breve video con audio. Per un’attività professionale usa copie dei documenti e conserva gli originali.
Scarica dal sito ufficiale o dai repository collegati, controlla sistema operativo e versione, aggiorna all’ultima release, apri una copia del file, esegui tre modifiche tipiche e salva in un formato riapribile. Riapri il risultato anche nell’applicazione originale quando l’interoperabilità è indispensabile. Verifica testo, maschere, colori, livelli, audio ed esportazione finale: un’anteprima convincente non basta se il file non attraversa il tuo flusso di lavoro.
- Foto: livelli, regolazioni, font, salvataggio e riapertura di un PSD di prova.
- Video: tagli, traccia audio, sincronizzazione ed esportazione del formato richiesto.
- PDF: unione, annotazioni e verifica dell’output, soprattutto se contiene dati sensibili.
- Misura cinque elementi: fedeltà, tempi, stabilità, accessibilità e possibilità di tornare indietro.
La vera lezione è sull’innovazione, non sul tifo per un marchio
ArtCraft rende concreta una domanda importante: quanto rapidamente si possono costruire strumenti utili quando codice aperto, Rust e assistenti di programmazione si incontrano? La rapidità della prima versione è impressionante; manutenzione, revisione della sicurezza, prestazioni e compatibilità richiedono invece tempo e verifica indipendente. Il progetto merita attenzione proprio se lo valutiamo senza confondere una demo promettente con uno standard professionale consolidato.
Per gli studenti è anche un laboratorio di cittadinanza digitale: distinguere il catalogo di un produttore da un test indipendente, controllare licenze e repository, riprodurre un problema e documentarlo. Per scuole e imprese che vogliono sperimentare alternative aperte, posso aiutare a preparare una prova comparativa sui vostri file e a definire criteri chiari prima di scegliere. Contattami dal sito per impostare una valutazione pratica.
Progettiamo formazione, procedure e strumenti adatti alla tua scuola o attività.

